La questione tibetana
Nel 2011
Il governo cinese sta
lentamente logorando il popolo tibetano, negando loro ogni principale diritto umano.
In breve tempo questo popolo sarà estinto, infatti l’invasione cinese sta
diventando sempre più pressante. Il controllo è totale.
Al popolo cinese sono state
offerte sovvenzioni e particolari privilegi nel caso in cui decidessero di
trasferirsi in Tibet, come per esempio, viene loro concessa la possibilità di
procreare più di un figlio per famiglia, oppure vengono rilasciate con più
semplicità le licenze per le aperture di attività commerciali. Uscendo dal
centro storico della città di Lhasa, sono in continua espansione ampi quartieri
moderni popolati da comunità cinesi. Oramai nelle scuole primarie viene
insegnato solo la lingua cinese e quella inglese; la lingua tibetana viene così
sempre più discriminata e rischia di scomparire per sempre.
Il popolo tibetano è costretto a subìre numerosi soprusi da parte dell’esercito militare cinese; ad esempio, essi sono costantemente sorvegliati e sottomessi e durante tutto l’arco della giornata, truppe di soldati cinesi armate marciano per la città, anche a pochi metri dai luoghi sacri di preghiera. Inoltre, dopo l’esilio del Dalai Lama in India, non è più possibile esporre sue immagini in nessun luogo pubblico, ne’ privato.
Il popolo tibetano è costretto a subìre numerosi soprusi da parte dell’esercito militare cinese; ad esempio, essi sono costantemente sorvegliati e sottomessi e durante tutto l’arco della giornata, truppe di soldati cinesi armate marciano per la città, anche a pochi metri dai luoghi sacri di preghiera. Inoltre, dopo l’esilio del Dalai Lama in India, non è più possibile esporre sue immagini in nessun luogo pubblico, ne’ privato.
La forma di protesta più
utilizzata, soprattutto dai monaci, è quella di bruciarsi vivi di fronte i
palazzi di potere del governo cinese ma questo non è sufficiente a cambiare le
cose, le leggi non cambiano e se le cose continueranno in questo modo,
nell’arco di pochi decenni si rischierà la totale estinzione del popolo, della
cultura e della lingua tibetana.
Sono, inoltre, anche molto
scarsi gli aiuti esterni, da parte di altre nazioni, infatti la solidarietà
umana e la fratellanza viene messa in secondo piano, rispetto ai giochi di
potere e agli accordi internazionali.
Io sono stato in Tibet ed è
stato un viaggio importante, che ha aperto i miei orizzonti e che mi ha dato
modo di conoscere una cultura così ricca di sani princìpi.
Porterò sempre rispetto per
tutta quella gente che, in parte, ho conosciuto e non dimenticherò mai i loro
sguardi così fieri e lungimiranti, intensi e, nello stesso tempo, accoglienti.
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