Un nome, una rassicurazione. Ad oggi multinazionale americana di biotecnologie agrarie. Fin qui tutto bene. Quello che la maggior parte delle persone non sa è che è una produttrice di sementi transgeniche.
Un po’ di storia.
Famosa all’inizio del ‘900 per essere la maggiore
fornitrice di saccarina (prodotto che, secondo 70 diversi studi scientifici,
provoca il cancro nei ratti e nei mammiferi), vanillina e caffeina alla Coca
Cola. Solo qualche anno più tardi espande oltreoceano il suo impero producendo
nientemeno che aspirina e addirittura gomma nei suoi stabilimenti in Galles.
Nei ruggenti anni ’20 inizia a produrre acido solforico, fibre
sintetiche e policlorobifenili (PCB), liquidi refrigeranti per trasformatori
elettrici. 50 anni più tardi gli Stati Uniti ne vietano la produzione,
attribuendo al prodotto il potere nefasto di provocare cancro, malattie del
fegato e malattie neurologiche.
Morale della favola, la Monsanto paga i danni risarcendo 600
milioni di dollari agli abitanti di Anniston (Alabama), sede della produzione.
Tra il ’43 e il ’45 si dedicò alla purificazione e
produzione di plutonio ed inneschi per armi nucleari.
Nel frattempo, nel 1944 comincia a produrre il DDT,
prodotto che uccide le zanzare portatrici di malaria e il più usato come
insetticida in agricoltura. Come è noto il DDT provoca, tra le altre cose
infertilità e mortalità neonatale. Produzione vietata negli stati uniti dal
1972.
Nel 1945 promuove caldamente l’uso di pesticidi chimici
in agricoltura contenenti diossina, elemento che entra con facilità nella
catena alimentare depositandosi nel tessuto adiposo degli animali da
allevamento. Essa causa problemi al sistema immunitario, di riproduzione e
sviluppo.
Negli anni ’60 è protagonista di un atro disastro ambientale
ed epocale, comincia a produrre l’Agente Orange, nota arma chimica ampiamente
utilizzata nella guerra del Vietnam. Le conseguenze furono disastrose, 400 mila
persone uccise e mutilate, 500 mila bambini con difetti alla nascita, 1 milione
di persone diversamente abili.
Nel 1965, acquistando la multinazionale farmaceutica GD
Searl, cominciò a commercializzare l’aspartame, noto dolcificante non calorico,
dichiarato sicuro da 90 Paesi. Solo negli anni ’90 il Dipartimento di Salute e
Servizi Sociali degli Stati Uniti pubblica un’inquietante lista dei circa 90
effetti collaterali che provoca questa sostanza sull’essere umano.
Negli anni a seguire produce e vende l’ormone della
crescita bovina, iniettato nelle mucche da latte per aumentare la produzione.
Ultimamente è stato riscontrato un collegamento tra l’assunzione del latte “geneticamente
modificato” e il cancro della mammella, del colon e della prostata.
Torniamo ai giorni nostri. La pluri inquisita Monsanto
produce attualmente il 40% delle sementi (rigorosamente OGM) utilizzate nelle
culture degli Stati Uniti, ad oggi è un impero industriale con sedi 46 paesi ed
un fatturato di 7,5 miliardi annui.
L’unica cosa positiva è che la Monsanto in Europa ha
gettato la spugna (si spera). Le sementi della multinazionale non saranno più
impiantate nei campi europei!
La prossima marcia di protesta avverrà il 12 ottobre
2013 in tutto il mondo. Save the date!
Il sito della protesta:March against Monsanto
La pagina FB: March against Monsanto
Elisa Zuccari
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